TUTTO DEVE CROLLARE

3 giugno 2011
QUOTIDIANI
Tutto deve crollare, di Carlo Cannella, Perdisa Pop (Bologna, 2011), pag. 234, euro 15.00.
Candidatura o non candidatura allo Strega 2011, “Tutto deve crollare” è una delle belle e buone, passatemi i termini, dell'anno. L'eccesso di parola si fa unione con l'accesso al disumano, perché Carlo Cannella descrive la spietatezza di certi personaggi che dominano la società.


Carlo Cannella è nato ad Ascoli Piceno nel 1963. Attivo fin dai primi anni Ottanta nel movimento anarcopunk, è stato fondatore e voce di alcune fra le più amate hardcore band italiane. Nel 2010 ha fondato la casa editrice SenzaPatria Editore.
 
 
continua, dentro...

Dunque l'orrore rappresentato dall'autore raggiunge un apice che non è altro dalla realtà. L'approccio metafisico in certi frangenti sviluppato da Cannella, dunque, si scontra – a produrre scintille di qualità – con lineare conseguenza d'eventi avanzati dalla pragmatica dei tempi moderni. “Tutto deve crollare”, giustamente apprezzato da Mozzi, prima di raggiungere il terreno della pubblicazione, tra le altre cose, ha seguito un itinerario che ha appassionato diversi lettori, che ha fatto critiche su violenza e sadismo del romanzo. Un sadico affarista, ex appassionato militante di sinistra, si presenta in Amazzonia prima a fare lavoro vero e poi ha rapinare il luogo, a partire dall'esproprio d'una bambina che poi fa diventare sua sottomessa moglie (Isabel). Donna che partorirà sua figlia (Marta). Mentre però l'affarista cresce in potenza e potere, ovviamente utilizzando una serie di traffici, dal commercio degli organi, che ritiene materia non secondaria, anzi da vivere costantemente, di questa società e a sostengo delle sue idee d'edonismo spinto. Però il personaggio Marta è il soggetto migliore del libro. Che ha forza diciamo taumaturgica. Fra spietatezza, ancora, e un'apertura mentale sostenuta da incontri e altra sottomissione. Sarà pure che l'opera guarda in faccia alla tensione da noir, ma i batticuori sono inventati dalla lingua che Carlo Cannella non differenzia dai movimenti della struttura: proprio per non darci il tempo di vagare nei tantissimi spunti di riflessione offerti. Sono contento d'aver scelto la lettura di questo romanzo. E ringrazio Cannella d'averci spedito queste pagine indimenticabili dal mondo marcio.

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